| La Montagnetta di Via Meda |
SUL 'GAMBA DE LEGN' ALLA MONTAGNETTA DI VIA MEDA di Giuseppe Tesorio dal Corriere della Sera di martedì 15 agosto 2006
Viaggio nella memoria: quando i milanesi prendevano il fresco sulla collina che poi fu spianata e divenne un cinema
L'aria era sempre quella di Milano, ma nelle sere d'estate, con quei due o tre alberelli, le panchine , quel cielo stellato da toccare con la mano. Ecco, c'era l'idea di stare davvero in un altro posto, su quella montagnetta, con il refolo di frescura e tutto il resto. E poi, il panorama, bellissimo, sulle casere del borgo di San Gottardo, che si allungava fin dentro Porta Ticinese. Le case basse e più avanti i campi e le risaie, e fontanili, rogge, navigli. L'aria rimaneva quella di Milano, ma d'estate, sulla montagnetta di via Meda gli abitanti del rione si godevano il fresco ai tavoli di una modesta osteria. Giù, il 'borg di formaggiatt'. L'ultimo tram a vapore della giornata era passato da poco. Sferragliava lungo il corso San Gottardo, ben sei volte al giorno, il tram a vapore per Pavia, il 'Gamba de legn', dall'andatura incespicante: il 'Ventun' per essere precisi. Partiva dal capolinea di viale Bligny attraversando la campagna che sognava di diventare città. C'è persino una pagina di storia sulla collinetta di via Meda. racconta di scontro a fuoco terribili, durante la sommossa del 1898. Da una parte i soldati del generale Bava Beccaris, dall'altra contadini e giovani. La collinetta di via Meda non c'è più, spianata, rimossa. All'inizio del secolo, quando la città aveva fame di case e di fabbriche. Costruirono un cinema, su disegno degli architetti Cavallè e Rimini, i più gettonati progettisti di cinematografi milanesi, al quale diedero lo stesso nome Montagnetta (poi si chiamò Massimo, e interruppe le proiezioni nel 1979). |
 |
|